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Per le aziende il Liceo classico è la scuola che meglio allena la mente

La Stampa cultura, articolo del 29/03/2016

Per le aziende il Liceo classico è la scuola che meglio allena la mente

L’Istituto Marcelline Tommaseo ha chiesto ai manager quale scuola sia più funzionale a fornire giovani preparati

Il 47% delle aziende italiane ritiene che ai giovani manchino le competenze generali e il senso pratico. Quanto c’è di vero? E quanto incide sul business delle stesse aziende? Sono solo alcune delle domande alle quali una ricerca voluta dall’Istituto Marcelline Tommaseo ha cercato di dare risposte.  

Per farlo è stata interpellata la giornalista Gaia Fiertler, che è andata a intervistare una dozzina di manager di importanti e note aziende italiane e internazionali. E il risultato è quantomeno sorprendente: la scuola che più di tutte può colmare questo gap, dicono gli interpellati, è il liceo classico, nonostante la profonda crisi che sta vivendo. Ciò che è necessario è soprattutto un processo di ammodernamento di questo liceo, a partire dalla riduzione delle ore dedicate alle lingue classiche in favore di lingue più vive e attuali. E tuttavia il liceo classico stenta a riprendersi le sue posizioni: «Dopo una leggera ripresa delle iscrizioni nei primi anni 2000, con oltre il 10% del totale degli iscritti alle secondarie di secondo grado (ma negli anni ’50 rappresentava il 30%), negli ultimi 5 anni -spiega la ricerca dell’Istituto Marcelline Tommaseo- il trend si è di nuovo invertito».  

«Le iscrizioni al primo anno nel 2015-16 sono scese al 6% (per statali e paritari), corrispondenti a circa 30.000 ragazzi e ragazze. E, se nei decenni passati è stato il liceo scientifico a sottrarre iscrizioni (maschili) al classico, ora la maggiore concorrenza sulle iscrizioni (femminili) pare esercitata dall’indirizzo linguistico unitario istituito dalla riforma Gelmini, che ha abolito le numerose sperimentazioni preesistenti e ha posto le premesse per una crescita consistente delle iscrizioni (fonte: Miur)», si legge ancora nella ricerca.  

Ma è davvero finita un’epoca per il liceo che ha formato gran parte della classe dirigente del Paese? A prima vista, potrebbe sembrare. «Ma a ben vedere -spiega la ricerca dell’Istituto Marcelline Tommaseo- lo sguardo sulla classicità con il suo rigoroso esercizio di pensiero potrà essere ancora funzionale, a patto di un ripensamento e un ammodernamento su metodi e materie. Ma, nel complesso, sarà ancora prezioso proprio per non avere un’utilità pratica diretta nel mondo delle imprese e delle organizzazioni, oggi chiamate a innovare e a cambiare di continuo». Le competenze che servono per affrontare le sfide inedite del mondo odierno, quelle più ricercate sono, paradossalmente, proprio le capacità generali, dette anche life skill soft skill, ossia le capacità personali, e non quelle tecnico-professionali.  

Insomma, si sottolinea, «la formazione classica dà strumenti che non offrono soluzioni, ma allenano la mente a trovare soluzioni adeguate».

La Stampa, 20/03/2016

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